Chiudi gli occhi.
Adesso di racconto la prima scena di un film che conosci benissimo, anche se non lo hai mai visto al cinema, perché tutti gli anni si ripete.
È la mattina di Natale.
Fuori c’è quell’atmosfera unica che non si sente per tutto il resto dell’anno. Se è caduta la neve, un silenzio ovattato precede l’esplosione della festa davanti alla tavola imbandita. Dentro casa, invece, pare sia stato saccheggiato un negozio di cartoleria. Il salotto e la cucina sono ricoperti da brandelli di carta regalo, nastri appallottolati, avanzi di biscotti che nessuno ammette di aver mangiato perché è stato Babbo Natale con le sue renne e due palline dell’albero sono rotolate in punti misteriosi. Isidoro non si fa vedere ma ci ha lasciato lo zampino.
In mezzo a tutto questo caos, indeciso, incerto, dubbioso su cosa gli sia capitato e gli stia per capitare trionfa lui: Fido. Quello con lo sguardo languido, il mantello color caramello, il musetto corto che tine abbassato, perché è ancora un cucciolo e chiede conferma di essere il benvenuto.
La coda va più veloce di un ventilatore, il tartufo è punteggiato di brillantini sniffati da un biglietto d’auguri e ha quell’aria innocente che solo i cani riescono a mantenere mentre sono letteralmente seduti sopra i resti di ciò che era, fino a dieci minuti fa, un pacchetto decorato con cura.
Sul divano, invece, è ricomparso Isidoro.
Il gatto, quello furbo, che sa sempre come farla franca, anche se i brillantini accusano pure lui.
La creatura che è riuscita nell’impresa di osservare tutto senza muovere un baffo, come un giudice inflessibile della Corte Suprema degli Animali Domestici. Ha lo sguardo di chi finge di non aver partecipato alla devastazione. Ma non la disapprova.
E nemmeno esclude di averla ispirata.

Perchè così è il Natale, se in casa sono arrivate quelle tenere canaglie.
Mentre raccogli carte e fiocchi con quella rassegnazione da “l’anno prossimo soltanto pelouche”, ti rendi conto di aver scordto qualcosa, che tra pacchi, pacchetti e buste manca un regalo.
Uno solo.
Quello per loro che serve davvero.
Certo, hai comprato i soliti giochini nuovi, la copertina morbida con gli orsetti, forse addirittura un cappottino che Fido apprezzerà quanto un veganola sagra della salsiccia.
Ma mentre li guardi (uno pieno di entusiasmo e l’altro pieno di sé) ti chiedi se, fra i tanti regali di Natale, non ci fosse posto per qualcosa di meno appariscente ma più importante.
Qualcosa che non si rompe, non scade se lasciato aperto e non finisce dimenticato sotto il divano a Santo Stefano.
Qualcosa che li protegga davvero e che sia di supporto anche per te nei momenti di bisogno che potrebbero arrivare.
Ed è qui che nasce l’idea: la tutela sanitaria e assicurativa degli animali domestici.
Loro non possono scegliere, non possono esprimere la propria opinione, dipendono completamente da te ed è tua responsabilità prendertene cura da quando mettono zampa in casa tua.
Una polizza non è glamour come una pallina nuova.
Non fa rumore come un gioco con lo squeak e no se la porteranno nella cuccia.
Non avrà il profumo del salmone essiccato né sarà croccante come l’osso
da rosicchiare ma è l’unico regalo che continua a funzionare anche quando è finito il pandoro.

Quando il regalo… è un cucciolo
Quest’anno, poi, c’è una scena madre, che si ripete in tante famiglie del Piemonte e non solo: sotto l’albero, insieme a sciarpe, pigiami e panettoni riciclati, c’era un cucciolo.
Uno vero.
Quello che ti sei trovato in braccio, tremante, profumato di latte e speranza e leccatine umide, mentre tutti dicevano “ma che tenerooo” e facevano a gara per attirare la sua attenzione, quello che desideravi tanto.
Mentre lui mordeva l’etichetta della copertina nuova, piuttosto del pollo di gomma, hai pensato qialcosa di molto semplice: e adesso che succede se combina disastri o se non starà bene?
Perché un cucciolo è gioia pura, certo, ma è anche un impegno grande, lungo, serio, una grossa e pelos aresponsabilità.
La verità in questo caso è semplice: se c’è un momento perfetto per pensare alla sua tutela, è proprio adesso, durante il suo ingresso in famiglia.
Quando è piccolo, quando è sano, quando ha davanti tutta la vita.
Una polizza sanitaria o una RC per animali, nel suo corredino, ci sta meglio delle traversine per la pipì sul pavimento e dei biscottini per cani alla mela verde: quelli li finisce, la protezione gli rimane.
Se invece Fido e Isidoro sono già membri storici della famiglia, beh… sai già che la loro salute è una delle voci di spesa più imprevedibili che esistono e sai anche che spesso non sono rimandabili. I gatti, poi, hanno quella meravigliosa capacità di “rompersi” internamente senza mostrare alcun segno, e i cani hanno l’innata tendenza a mangiare qualunque cosa non dovrebbe essere mangiata, dai sassi alle piante grasse, passando per l’intero presepe.
E ogni volta che il veterinario pronuncia la frase “faremmo prima qualche esame”, dentro di te muore un pezzo di tredicesima.
Perché la tutela degli animali non è un capriccio ma un gesto di responsabilità
Viviamo in un periodo in cui gli animali domestici non sono più “un cane” o “un gatto” perché sono parte integrante della famiglia, membri che portano il tuo cognome a tutti gli effetti, con tutto ciò che questo comporta. E la famiglia, lo sai bene, va protetta in tutte le sue forme umane e non.
Da consulente (e da persona che ha visto più volte famiglie in difficoltà per spese veterinarie impreviste), ti posso confermare un’ovvietà: la tutela degli animali è una forma di protezione per loro ma lo è anche per te.
Perché quando Fido sta male o fa cadere un ciclista, soffre lui e soffri pure tu.
E perché quando il preventivo del veterinario supera quello del meccanico, la sofferenza diventa anche economica.
Negli ultimi anni l’aumento dei costi delle cure veterinarie è stato significativo e non per cattiveria o mera speculazione: è che oggi i nostri animali hanno accesso a esami e terapie specialistiche che vent’anni fa nessuno immaginava nemmeno per gli umani. Ecografie, tac, interventi in laparoscopia, fisioterapia, analisi genetiche. È medicina, punto.
E come tutta la medicina avanzata funziona ma costa.
E i rischi che non consideriamo mai?
Oltre alla questione sanitaria, c’è un tema di cui si parla troppo poco se non quando finisce sui giornali, ovvero la responsabilità civile.
Non tutti sanno che il proprietario di un animale è responsabile dei danni che questo provoca.
Danni alle persone, danni materiali, incidenti, situazioni impreviste che nessuno augura ma che capitano molto più spesso di quanto pensi.
Spesso non è nemmeno colpa del cane: magari un bambino lo abbraccia all’improvviso e lui reagisce per paura, magari scappa al parco perché ha visto una torta avanzata su un plaid e trascina con sé un paio di pattinatori…
Magari Isidoro, nel suo tentativo di abbattere il gatto riflesso nella finestra del vicino, provoca una caduta di vasi di geranio sull’auto parcheggiata in strada, danno di cui toccherà a te rispondere.
La RC per animali è una tutela semplice, spesso sottovalutata, ma può evitarti problemi grandi.
L’unico elenco che ti serve (e giuro che è solo uno)
Per aiutarti a orientarti, ecco una breve lista di ciò che è davvero utile valutare quando si parla di polizza sanitaria e RC per animali domestici:
•Assistenza veterinaria: visite, esami, diagnostica, interventi chirurgici, ricoveri.
•Rimborso farmaci: sia quelli prescritti che quelli post-operatori.
•Responsabilità civile: copertura dei danni involontari causati a persone o cose.
•Tutela legale: perché qualche volta serve anche quella.
•Copertura per smarrimento: servizi di ricerca, diffusione annunci, assistenza.
•Check-up e prevenzione: non sempre presenti, ma utilissimi per cuccioli e senior.
•Indennizzi in caso di infortuni: in casa, in passeggiata, in viaggio, in auto.
Fine dell’elenco.
Promesso che non ce ne saranno altri.
Perché la protezione degli animali è, in realtà, protezione della famiglia
Ciò che accomuna tutti noi che conviviamo con un animale, è che non vogliamo scegliere tra la loro salute e il nostro portafoglio. Ma è un dramma economico ed etico che si può evitare prevenendolo.
Vogliamo poter dire di sì alle cure migliori, senza doverci domandare se ce lo possiamo permettere.
Vogliamo poterli accompagnare in ogni fase della loro vita senza ansie inutili.
Vogliamo offrire loro la stessa sicurezza che offriamo ai nostri figli, ai nostri genitori, a noi stessi.
E questo non ha nulla a che fare con le “polizze” in sé, ha a che fare con la serenità.
Quella che senti quando hai fatto la scelta giusta in anticipo non sarai solo ad affrontare imprevisti e guai.
La scena finale del film (che puoi decidere tu)
Immagina di nuovo la tua casa.
È sera, le luci dell’albero brillano piano, la carta regalo è un lontano ricordo e finalmente ti sei seduto.
Fido dorme ai tuoi piedi, esausto da una giornata vissuta al massimo da cucciolo valoroso; Isidoro è raggomitolato sul divano, con l’aria di chi ha fatto tutto lui mentre ha ronfato tutto il giorno.
Il cucciolo nuovo, se c’è, probabilmente ha già scoperto l’esistenza delle tue pantofole e le rotolo della carte igienica.
Guardandoli, capisci che questo è il momento in cui vale la pena pensare alla loro tutela.
Non perché sia Natale ma perché sono e saranno parte della tua vita tutti i giorni da questo mmento in poi.
E perché prendersi cura di loro significa anche prendersi cura di te. Ti daranno tutto l’amore del mondo e tu puoi ricambiare.
Fido e Isidoro approvano.
Se ti va di capire come funziona davvero la tutela sanitaria e la responsabilità civile per animali, o di fare un punto veloce sulle esigenze del tuo cane o del tuo gatto, posso aiutarti a orientarti tra le opzioni possibili.
Senza fretta, senza “offerte”, senza vendite.
Solo una chiacchierata per capire cosa serve davvero alla tua famiglia, inclusi i membri con i baffi.
Perché il regalo perfetto non è quello che scarti la mattina di Natale.
È quello che continua a proteggerti quando l’albero è tornato in cantina.

