L’Italia invecchia, e tu? Con i cambiamenti demografici e le riforme pensionistiche in atto, è ormai chiaro che la pensione pubblica che avrai maturato, con i versamenti dei contributi, da sola non potrà garantirti il tenore di vita che hai adesso per un lungo periodo: la Previdenza complementare è necessaria, non più un optional.

Ergo, bisogna agire e agire il prima possibile. La Previdenza complementare ha assunto un ruolo strategico nel piano finanziario di ogni lavoratore italiano, che sia dipendente, libero professionista o imprenditore. In particolare, il Piano Individuale Pensionistico (PIP) rappresenta uno strumento flessibile, sicuro e vantaggioso per integrare la pensione obbligatoria. In questa newsletter ci dedichiamo a capire cosa sono le forme di previdenza complementare, perché il PIP è così importante, come funziona e quali vantaggi fiscali offre, aiutandoti a pianificare un futuro sereno e stabile.

Il buon Alighieri, scriveva che “nel mezzo del cammin di nostra vita” ci si è trovato quando aveva 33 anni. Oggi invece, l’aspettativa media per ciascuno di noi è ben più rosea, perché supera gli 81 anni per gli uomini e gli 85 per le donne. Ne siamo ovviamente tutti felici, solo che, dal punto di vista del welfare nazionale, l’innalzamento dell’aspettativa di vita è uno dei fattori che mettono sotto pressione il sistema pensionistico italiano. Sempre più persone vivono più a lungo spegnendo le loro numerose candeline e pertanto percepiscono una pensione per un arco temporale molto esteso, creando squilibri tra contributi versati dalle persone occupate in quel momento e le pensioni erogate e usufruite nello stesso periodo. Inoltre, le ultime riforme (chi non si ricorda le “lacrime e sangue” di forneriana memoria…) hanno innalzato progressivamente l’età pensionabile, rendendo la pensione pubblica meno accessibile in termini di quantità e qualità del beneficio. 

In sintesi, questo significa che la pensione futura sarà insufficiente rispetto alle quotidiane esigenze di vita per una larga fascia degli aventi diritto: che fare allora per mettersi al sicuro?

Le possibilitài per evitare il disastro però ci sono e sono disponibili da subito, basta informarsi.

Gli strumenti di previdenza complementare, come i fondi pensione e i Piano Individuale Pensionistico (PIP), sono stati pensati per colmare questo gap. Consentono di accumulare risorse in modo volontario, con contributi flessibili e con vantaggi fiscali rilevanti, in aggiunta al trattamento previdenziale pubblico obbligatorio. Il PIP è particolarmente interessante per la sua flessibilità e per la possibilità di scegliere tra diverse linee di investimento, modulando così il rischio in base alle proprie esigenze e alla propria età o al periodo che si sta attraversando.

Il Piano Individuale Pensionistico è un contratto di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale, che consente di accumulare un capitale destinato a integrare la pensione pubblica. Il contraente versa premi periodici, mensili o annuali, personalizzabili, e può scegliere come investirli in base al profilo di rischio. Al momento del pensionamento, il capitale accumulato si trasforma in una rendita periodica o può, in parte, essere riscattato come capitale.

Calza come un guanto

Uno dei vantaggi principali del PIP è la flessibilità: l’importo dei versamenti può essere modulato nel tempo, sospeso o riattivato, e non esistono limiti rigorosi per l’adesione. Inoltre, essendo un contratto assicurativo, il capitale investito gode di una tutela maggiore rispetto ad altre forme di investimento, con la garanzia di un capitale in caso di premorienza o infortuni

Detrazioni e deduzioni

Il legislatore ha capito l’importanza della previdenza complementare privata, così la incentiva con importanti agevolazioni fiscali. I contributi versati al PIP sono deducibili dal reddito imponibile fino a un tetto massimo annuo di 5.164,57 euro. Questo si traduce in un risparmio fiscale immediato significativo per tutti coloro che sottoscrivono un PIP. In più, il capitale maturato e le somme erogate in rendita sono soggetti a una tassazione agevolata rispetto ad altri investimenti finanziari: quale altro investimento ha tutti questi pro e nessun contro?​

Protezione del patrimonio

I versamenti effettuati per il PIP, essendo separati dal patrimonio dell’assicuratore, sono tutelati da eventuali crisi aziendali o fallimenti, mettendo al sicuro sin da subito ogni versamento. Questo dà una maggiore tranquillità a chi sceglie questa forma di previdenza, che non è solo un investimento, ma una protezione patrimoniale a lungo termine.

Non da solo certamente ma con l’aiuto di un professionista preparato in materia che analizza la tua situazione di partenza e ti guida nel percorso di scelta.

Valuta il tuo profilo di rischio e le tue esigenze

La scelta di un PIP deve sempre partire dalla valutazione delle proprie esigenze previdenziali e dalla propria tolleranza al rischio. Se sei un soggetto giovane, potresti optare per linee di investimento più dinamiche che puntano su un rendimento maggiore a lungo termine, accettando anche momenti di fluttuazione, mentre se sei vicino all’età della pensione è consigliabile un profilo più conservativo. L’orizzonte temporale e la flessibilità operativa che il contratto offre sono due dei parametri più importanti da considerare in fase di valutazione.

Anche il TFR può essere versato nel piano pensionistico, e la scelta su dove destinarlo viene proposta in fase di assunzione: si può lasciare il TFR in azienda, aderire a forme di fondo pensione negoziali (obbligatorie per i dipendenti di grandi aziende) oppure, opzione spesso più vantaggiosa, destinarlo al fondo pensione a cui aderisci. 

Oltre a far fruttare il tuo TFR in un investimento dedicato, questa scelta offre un immediato e notevole risparmio fiscale: l’aliquota di tassazione del TFR, che se lasciato in azienda è in media del 23%, scende infatti al 15%. Il vantaggio non finisce qui: per chi ha un orizzonte di investimento molto lungo, l’aliquota scala ulteriormente dello 0,3% all’anno dopo i primi 20 anni, fino a raggiungere un minimo del 9%. Ciò significa che per un giovane che inizia a lavorare prima dei 30 anni, il risparmio fiscale nel lungo periodo è davvero significativo.

E non è tutto perché i vantaggi non sono solo fiscali: il TFR versato nel fondo pensione, trascorsi almeno 8 anni dall’adesione, diventa anche una riserva di liquidità a cui attingere in caso di bisogno urgente e imprevisto: è possibile prelevarne fino al 30% per qualsiasi esigenza, e fino al 75% per l’acquisto della prima casa o per spese sanitarie eccezionali.


Proprio per questo, il consiglio è di aprire una posizione di previdenza complementare il prima possibile, anche con un versamento simbolico di 100 euro. In questo modo, si inizia a far decorrere il periodo di 8 anni necessario per ottenere le anticipazioni. Quando le tue possibilità economiche lo consentiranno, potrai aumentare i versamenti e magari destinarglianche il tuo TFR, mettendoti così nelle condizioni di sfruttare appieno tutti i vantaggi di una pianificazione pensionistica lungimirante.

Non tutti i PIP sono uguali: esistono differenze nei costi di gestione, nelle commissioni applicate e nei servizi di assistenza. È essenziale fare un confronto accurato per evitare spese inutili che riducono il capitale finale accumulato. Tra i servizi offerti, è utile verificare la possibilità di visite periodiche per rivedere la strategia di investimento e l’assistenza dedicata in caso di modifiche contrattuali. Ma questo lo sai già: il tuo assicuratore è uno dei numeri salvati tra i preferiti nella tua rubrica telefonica, colui al quale rivolgersi nel momento in cui si verifica un problema, no?

E verso i propri cari. 

Purtroppo è da mettere in conto che chi non avrà compiuto scelte oculate durante la fase attiva e produttiva della vita, possa poi trovarsi a pesare economicamente sui propri cari a seguito di un’insufficienza economica e reddituale. L’aspettativa di vita che cresce è senz’altro un grande risultato per la nostra società ma comporta indubbiamente anche l’andare incontro a necessità di cura e assistenza, anche onerose, ed è bene aver provveduto con largo anticipo a queste eventualità.

Nel malaugurato caso di premorienza invece, è possibile designare un altro beneficiario, anche al di fuori del nucleo familiare, accertandosi così che l’investimento non sarà mai perduto.

Il principio della previdenza complementare

Costruire una rendita pensionistica integrativa è oggi una scelta necessaria e responsabile di pianificazione finanziaria che guarda lontano nel tempo. Farlo con un PIP incentivato fiscalmente e regolamentato, significa mettersi nelle condizioni migliori per affrontare in sicurezza la terza età, proteggendo il proprio tenore di vita e quello dei propri cari.

Anticipa i tempi per moltiplicare i benefici

Grazie all’effetto dell’interesse composto, l’accumulo costante e anticipato di risorse nel PIP, permette di ottenere rendimenti più elevati nel tempo. Ogni anno che passa senza iniziare ad accumulare è un’opportunità persa per garantire una pensione più ricca e serena.

Quindi, apri l’agenda e fissa in alto “PIP” tra le priorità da affrontare a giro di posta.