Settembre è come gennaio, te ne sei accorto? Ci hai mai pensato?
Tutte quelle promesse fatte a luglio del “ci vediamo a settembre” ora sono lì che bussano alla porta e spingono per entrare.
Tocca farle accomodare e sedere una ad una prestando attenzione e concentrazione ma si sa che la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.
Ogni anno la storia si ripete: settembre arriva, ti senti protagonista di una nuova stagione, come fosse la seconda chance di fare un Capodanno e ti guardi allo specchio convinto. Prima di profilo per controllare i danni delle grigliate e delle crociere all-inclusive, poi di fronte, con il tester dei fondotinta in mano, per verificare che l’abbronzatura sia almeno allo stesso livello dell’anno prima e da ultimo vai a pescare nel portafoglio la tessera della palestra.
Qualcuno è più ardito e compra addirittura un’agenda nuova, qualche altro si iscrive al corso di pilates online, tu ti sei ripromesso di leggere un libro al mese, la sera, al posto della TV.
Nel frattempo (mica a caso), le librerie si riempiono di manuali di autoaiuto, miglioramento e consapevolezza, i giornali parlano di “back to work” come se fosse un evento epocale tipo eruzione del Vesuvio (e tu pensi che finalmente i figli torneranno a scuola) e intanto son già passate le prime due settimane del mese e sappiamo che nel giro di tre la maggior parte di questi buoni propositi sarà finita in soffitta, il cimitero delle cyclette.
Non è colpa tua, è che i buoni propositi sono nemici della realtà quotidiana e delle abitudini consolidate: ti iscrivi in palestra e poi scopri che l’orario del corso coincide con la riunione del martedì del coro; decidi di mangiare sano e la sera stessa ti invitano a un compleanno; vuoi leggere Dostoevskij e la tua amica ti condivide nel feed social i reel dei gattini.
Settembre è così, è il mese degli entusiasmi che non superano la vendemmia.

Eppure, esiste un buon proposito che non conosce stagioni e che, ti conviene mantenere: fare un check-up delle tue assicurazioni. Non ti prometto che sia divertente come un corso di salsa cubana, ma può evitarti seccature future, alleggerirti le spese e farti sentire una persona previdente. E questa, di questi tempi, è già mezza vittoria.
Perché proprio settembre?
Perché anche se fino a qui abbiamo un po’ scherzato, settembre è il mese in cui torni davvero a mettere ordine. Magari hai rimandato per mesi quel “poi ci penso che ora fa troppo caldo”, e ora che l’estate è finita ti ritrovi con più voglia di sistemare e dare una svolta. È il momento giusto per aprire quel cassetto pieno di scartoffie, tirar fuori le polizze stipulate anni fa, e chiederti: sono ancora utili? Sono ancora attive o sono scadute? Mi coprono davvero? Oppure sto pagando come se stessi ancora guidando una Fiat Uno quando ormai sono passato all’auto ibrida?
L’assicurazione non è un diamante che, una volta comprato, ti dura per sempre. È più simile a un paio di scarpe da ginnastica: se cambi sport, cambiano anche le scarpe, se crescono i figli, cambiano le esigenze, se ti sposti di città o cambi lavoro, cambiano i rischi da coprire. E settembre è perfetto per accorgersi che la vita è cambiata, mentre le polizze magari sono rimaste indietro.
L’unico elenco che serve
Visto che iti sei deciso a dare seguito ai buoni propositi, predni nota di cosa devi controllare, almeno una volta l’anno, nelle tue coperture:
- Polizze dormienti: quelle che paghi da anni senza più sapere a cosa servono. Magari coprono un rischio che non hai più, o hanno condizioni superate.
- Protezione familiare: sei sicuro che la tua polizza salute o infortuni tenga conto di come è composta oggi la tua famiglia? Se hai figli grandi o genitori anziani, le priorità si rimodulano.
- Casa e auto: due classici che spesso nascondono sorprese. Oggi esistono coperture più flessibili, che tengono conto anche di danni da eventi naturali (sempre più frequenti).
- Polizze aziendali o professionali: se sei imprenditore o libero professionista, la tua copertura deve crescere insieme a te. Nuovi collaboratori, nuovi clienti, nuovi macchinari: ogni cambiamento porta un nuovo rischio da valutare.
- Clausole da aggiornare: a volte basta leggere le righe piccole per scoprire che le condizioni non rispecchiano più la realtà. E lì si gioca la vera partita: nessuno legge mai le clausole, finché non servono.
Non serve spuntare tutto subito, basta cominciare. E qui sta la differenza rispetto alla palestra: un check-up delle polizze lo fai una volta e dura mesi, se non anni.

Il paradosso del “mi arrangio”
C’è una convinzione dura a morire: “L’assicurazione? Ne ho una, sono a posto”. È un po’ come chi dice “ho già fatto sport: nel 2018 andavo a correre la domenica mattina”. Bello, ma poi a fare le scale ha cominciato a venirti il fiatone.
Le polizze, come le buone abitudini, hanno bisogno di manutenzione, per evitare che il giorno in cui ti servono davvero siano diventate inutili. L’esperienza insegna che il rischio peggiore non è l’imprevisto in sé ma il falso senso di sicurezza e l’impreparazione che ne consegue. Come a dire che se piove è bene avere l’ombrello ma è ancora meglio che non sia bucato.
Perché ridere dei buoni propositi fa bene (ma non basta)
Scherzare sui buoni propositi di settembre o di Capodanno è un passatempo nazionale e i social ne sono pieni. Ci piace ridere di noi stessi, del nostro entusiasmo da “back to work” e della velocità con cui si spegne. E va benissimo: l’ironia ci salva ma in ceerti frangenti conviene essere un po’ più seri.
Mettere mano alle assicurazioni non significa trasformarsi in un maniaco del controllo o in un ipocondriaco. Significa evitare che, in un momento difficile, si aggiunga danno su danno, significa poter guardare con un po’ più di leggerezza al futuro, perché le spalle sono coperte.
Se poi vorrai fallire su tutti gli altri fronti (dieta, sport, libri in lingua originale), beh… puoi sempre consolarti col fatto di essere in buona compagnia.
Un proposito è buono se diventa abitudine
Il trucco, come sempre, sta nel trasformare il proposito in abitudine. Una volta all’anno, a settembre è un’ottima idea, dedica un pomeriggio a rivedere le tue coperture. Non serve più di così, è un piccolo rito, che ti libera la testa e ti eviterà di pensarci continuamente e ti darà l’occasione, se sei un imprenditore o un libero professionista di pianificare al meglio gli ultimi mesi dell’anno.
Concludendo
I buoni propositi di settembre sono spesso pie illusioni ma ci sono azioni semplici e immediate che funzionano davvero, una di queste è rivedere le polizze assicurative con il tuo consulente di fiducia e verificare che siano tutte in ordine.
Questo passo probabilmente non farà di te una persona migliore ma renderà più sicura la tua vita e più tranquillo il tuo portafoglio.
Che è già un ottimo inizio d’anno, anche se siamo solo a settembre.
Ci vediamo in ufficio.
